Richiesta ausili o protesi

camere comode

 

Descrizione del servizio o prestazione

Il Servizio sanitario nazionale assicura, agli aventi diritto, l'assistenza protesica e integrativa, con la fornitura di ausili e protesi secondo quanto previsto dal Nomenclatore tariffario nazionale, di prodotti dietetici e di materiali per medicazione.

L'Assistenza protesica è il servizio che si occupa di garantire la fornitura di carrozzine, letti ortopedici, deambulatori, arti artificiali, protesi oculari e acustiche, busti, collari ecc.

Per assistenza integrativa si intende l'erogazione dei dispositivi medici monouso (presidi assorbenti per incontinenza, cateteri, materiali per stomizzati), dei presidi per diabetici e dei prodotti destinati a un'alimentazione particolare.

Criteri necessari all'accesso al servizio o prestazione

Assistenza protesica
A eccezione dei minorenni e di alcune altre categorie (per esempio persone amputate di arto, persone che abbiano subito un intervento demolitore dell'occhio, le donne mastectomizzate, persone laringetomizzate), coloro che hanno necessità di protesi, ortesi e ausili tecnici devono essere riconosciuti invalidi civili o sordomuti o ciechi civili o invalidi di guerra, per servizio o del lavoro.
Occorre poi la prescrizione di un medico specialista operante presso una struttura pubblica, che il cittadino deve presentare all'Ufficio Assistenza protesica del proprio Distretto, insieme al verbale di invalidità (dove necessario), per ottenere l'autorizzazione.
Per alcuni presidi è prevista la possibilità di fornitura da parte dell'Asl, mentre per i presidi personalizzati è necessario rivolgersi a un fornitore autorizzato, che rilascerà un preventivo, da presentare all'Ufficio Assistenza protesica insieme alla prescrizione.

Assistenza integrativa
Ausili assorbenti per persone incontinenti:
La valutazione della necessità di tali ausili può essere effettuata dal proprio medico di famiglia o da un medico specialista di struttura pubblica.
Con questa prescrizione è sufficiente recarsi presso l'Ufficio Assistenza integrativa del Distretto di residenza, dove sarà possibile optare per una fornitura diretta a domicilio dei presidi (nel caso in cui il servizio sia stato attivato presso la propria Asl), oppure ottenere un'autorizzazione per una fornitura trimestrale, presso una farmacia o un rivenditore autorizzato.
Per ottenere il rinnovo dell'autorizzazione dopo tre mesi non è più necessaria alcuna prescrizione, ma è sufficiente rivolgersi al proprio Distretto.

Cateteri e materiale per stomizzati:
Per ottenere l'autorizzazione è necessario recarsi all'Ufficio Assistenza Protesica del Distretto di residenza, con la richiesta di un medico specialista di struttura pubblica.
Per alcuni prodotti è necessario presentare almeno due preventivi, ottenuti da due fornitori di scelta del cittadino tra farmacie e i rivenditori autorizzati.
Con l'autorizzazione gli ausili sono ritirabili presso una farmacia o presso un rivenditore autorizzato.
Per ottenere il rinnovo all'autorizzazione dopo tre mesi non è più necessaria alcuna prescrizione, ma è sufficiente rivolgersi al proprio Distretto.

Materiale di medicazione:
Hanno diritto a ottenere materiale di medicazione i pazienti che si trovano in particolari condizioni cliniche, come i pazienti affetti da ulcere croniche, coloro che si devono sottoporre a cateterismi vescicali, i tracheostomizzati ecc.
Le medicazioni tradizionali e il bendaggio semplice possono essere prescritte dal medico di medicina generale, mentre le medicazioni avanzate e il bendaggio specialistico devono essere prescritti da un medico specialista di struttura pubblica o accreditata.
Il piano terapeutico redatto dallo specialista può avere validità non superiore a sei mesi.
Le prescrizioni mensili verranno redatte,seguendo il piano terapeutico specialistico, dal medico di base dell'assistito fino a scadenza del piano terapeutico specialistico.
Il piano terapeutico specialistico e le prescrizioni mensili saranno consegnate dall'assistito all'ufficio assistenza protesica di residenza per l'autorizzazione, insieme al preventivo di una farmacia o ditta abilitata.
Ottenuta l'autorizzazione, il materiale viene ritirato nella farmacia territoriale o nei negozi convenzionati.

Presidi per diabetici:
La Regione Piemonte fornisce gratuitamente ai cittadini diabetici i presidi per l'autodeterminazione glicemica (glucometri e strisce reattive).
L'erogazione di tali presidi avviene sulla base di un piano informatizzato di trattamento, denominato Piano di autodeterminazione glicemica (PAG), rilasciato dai medici diabetologi e, in specifici casi, anche dai medici di famiglia.
Per la fornitura in farmacia dei presidi è necessaria la prescrizione su ricetta del Servizio sanitario nazionale, redatta esclusivamente dal medico di famiglia. Non serve l'autorizzazione da parte dell'Asl.

Prodotti alimentari senza glutine per le persone affette da morbo celiaco:
È necessario certificare la propria patologia presso un Centro di riferimento ospedaliero regionale.
Dietro presentazione del documento, l'Asl rilascia dodici buoni di spesa mensili, frazionati in quattro parti e di importo diversificato in base alla fascia di età del paziente, utilizzabili nelle farmacie, nei negozi autorizzati o presso le strutture commerciali che accettano i buoni.

Prodotti alimentari per pazienti affetti da specifiche patologie (fibrosi cistica del pancreas, fenilchetonuria o errori metabolici congeniti, insufficienza renale cronica):
È necessario recarsi presso l'Ufficio Assistenza protesica con la certificazione della propria patologia rilasciata da uno dei Centri di riferimento ospedaliero regionale e con la prescrizione del fabbisogno mensile da parte del medico di famiglia o del pediatra di libera scelta.
Per gli alimenti dietetici aproteici per nefropatici è necessario recarsi all'ufficio assistenza protesica, per ottenere l'autorizzazione, con la certificazione del centro di riferimento specialistico, la richiesta del fabbisogno trimestrale del MMG e il preventivo di una farmacia o negozio autorizzato.
Ottenuta l'autorizzazione, il materiale viene ritirato nella farmacia territoriale o nei negozi convenzionati.

Richiesta residenzialità

Descrizione del servizio o prestazione

Per anziani non autosufficienti

A seguito del percorso di valutazione e all'individuazione del progetto di cura residenziale, che definisce il livello assistenziale necessario per la persona anziana non autosufficiente, è possibile avviare la richiesta per accedere alle strutture residenziali.
Queste rappresentano la risposta territoriale a situazioni di bisogno sanitario e assistenziale di persone che, per motivi diversi, non possono essere assistite a domicilio.

I Presidi sono autorizzati al funzionamento come R.A.F. (Residenza Assistenziale Flessibile) e come R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistenziale).

Erogano interventi flessibili ed adattabili alle specifiche situazioni e sono organizzati in tre fasce d'intensità assistenziale, bassa, media e alta:

la fascia assistenziale a bassa intensità è rivolta ad anziani parzialmente non autosufficienti nella deambulazione e/o nell'uso degli ausili, con moderata compromissione cognitiva (stati di confusione, irrequietezza) senza disturbi del comportamento, che necessitano di assistenza sociosanitaria a prevalenza tutelare.
Il livello d'intervento previsto è quello base;

la fascia assistenziale a media intensità è rivolta ad anziani con una compromissione motoria e/o cognitiva di media gravità, senza disturbi del comportamento.
I livelli d'intervento previsti sono quello base e quello incrementato;

la fascia assistenziale ad alta intensità è rivolta ad anziani con un elevato livello di non autosufficienza, con compromissioni sanitarie e terapie complesse, che necessitano di un livello medio o alto di assistenza medica, infermieristica e riabilitativa, accompagnata da un livello alto di assistenza tutelare ed alberghiera.
I livelli d'intervento previsti sono quello base e quello incrementato.

Le fasce d'intensità assistenziale sono individuate dall'Unità di Valutazione Geriatrica (U.V.G.) nell'ambito del progetto personalizzato, prendendo in esame:

l'intensità terapeutica e/o riabilitativa dell'intervento, per mantenere l'autonomia funzionale residua della persona o rallentare il suo deterioramento

l'intensità socio assistenziale dell'intervento, per mantenere o migliorare la sua vita sociale e relazionale.

I progetti relativi agli interventi di livello base si sviluppano, in linea generale, in un periodo di tempo medio - lungo e sono periodicamente rivisti ed adeguati in base all'evolvere dei bisogni sanitari e sociali della persona.

All'interno della R.S.A. può essere presente il Nucleo Alzheimer Temporaneo (N.A.T.) per soggetti affetti da demenza con importante compromissione delle condizioni psico – fisiche e con gravi disturbi comportamentali, che possono trarre beneficio da un intervento terapeutico psico - riabilitativo intensivo.
La permanenza nel nucleo ha carattere di temporaneità: l'U.V.G. deve verificare periodicamente se sussista la necessità della continuazione dell'intervento o se si possa attuare il trasferimento a domicilio o in altri nuclei della residenza.

Sono previsti ricoveri temporanei e "di sollievo" nelle situazioni in cui sia temporaneamente impossibile ricevere adeguata assistenza a domicilio.

 

Per anziani non autosufficienti

Dal momento in cui è stato individuato dall'Unità di Valutazione Geriatrica il percorso di residenzialità, il cittadino mantiene i contatti con la segreteria U.V.G. per l'identificazione della struttura e la definizione dei tempi d'ingresso.

Le strutture residenziali sono presenti in Torino e su tutto il territorio regionale.

I tempi dell'inserimento possono non essere immediati, variano in relazione alla gravità del bisogno e della situazione sociale.
Nel caso di situazioni più gravi per aspetti sanitari e/o sociali possono essere seguiti percorsi d'urgenza per l'inserimento in struttura.

In attesa dell'inserimento residenziale possono essere realizzati interventi alternativi appropriati alla situazione.

Nel caso in cui il cittadino si ricoveri privatamente, ma intenda usufruire nel futuro dell'assunzione della quota sanitaria da parte dell'ASL e dell'eventuale successiva integrazione della quota sociale, è opportuno che scelga una struttura tra quelle accreditate, le uniche che possono stabilire rapporti convenzionali con gli Enti pubblici.

Eventuali costi o contributi a carico del cittadino

La tariffa per la permanenza in strutture socio sanitarie residenziali è composta da una quota di retta "sanitaria" (a carico della Azienda Sanitaria Locale) ed una quota di retta "socio assistenziale" (a carico del cittadino).

Su richiesta del cittadino o dei suoi familiari e solo a seguito dell'autorizzazione al ricovero da parte dell'ASL, l'Amministrazione Comunale valuta la situazione economica per verificare il diritto ad ottenere l'integrazione della quota di retta socio assistenziale, ossia il pagamento a carico del Comune di una parte o dell'intera quota socio assistenziale.

Senza l'autorizzazione dell'A.S.L. al ricovero nella struttura individuata, il cittadino dovrà pagare l'intera tariffa giornaliera.

Quando, a seguito del ricovero autorizzato, il cittadino prende la residenza all'indirizzo del Presidio, la quota sanitaria e l'eventuale integrazione comunale restano a carico degli Enti del territorio di provenienza.

Per calcolare se il cittadino debba pagare l'intera quota socio assistenziale della retta, o se abbia diritto all'integrazione dal Comune, vengono considerati esclusivamente redditi e beni posseduti dalla persona non autosufficiente.
Per conoscere come va richiesta l'integrazione della retta da parte del Comune vedere la scheda dedicata a questo argomento (denominata "Integrazione retta").

Richiesta integrazione retta

Integrazione retta

Dal momento in cui è stato individuato dall'Unità di Valutazione Geriatrica il percorso di residenzialità, il cittadino mantiene i contatti con la segreteria U.V.G. per l'identificazione della struttura e la definizione dei tempi d'ingresso.

Le strutture residenziali sono presenti in Torino e su tutto il territorio regionale.

I tempi dell'inserimento possono non essere immediati, variano in relazione alla gravità del bisogno e della situazione sociale.

Nel caso di situazioni più gravi per aspetti sanitari e/o sociali possono essere seguiti percorsi d'urgenza per l'inserimento in struttura.

Nel caso in cui il cittadino si ricoveri privatamente, ma intenda usufruire nel futuro dell'assunzione della quota sanitaria da parte dell'ASL e dell'eventuale successiva integrazione della quota sociale, è opportuno che scelga una struttura tra quelle accreditate, le uniche che possono stabilire rapporti convenzionali con gli Enti pubblici.

Criteri necessari all'accesso al servizio o prestazione

La tariffa per la permanenza in strutture socio sanitarie residenziali è composta da una quota di retta "sanitaria" (a carico della Azienda Sanitaria Locale) ed una quota di retta "socio assistenziale" (a carico del cittadino).

Su richiesta del cittadino o dei suoi familiari e solo a seguito dell'autorizzazione al ricovero da parte dell'ASL, l'Amministrazione Comunale valuta la situazione economica per verificare il diritto ad ottenere l'integrazione della quota di retta socio assistenziale, ossia il pagamento a carico del Comune di una parte o dell'intera quota socio assistenziale.

Senza l'autorizzazione dell'A.S.L. al ricovero nella struttura individuata, il cittadino dovrà pagare l'intera tariffa giornaliera.

Quando, a seguito del ricovero autorizzato, il cittadino prende la residenza all'indirizzo del Presidio, la quota sanitaria e l'eventuale integrazione comunale restano a carico degli Enti del territorio di provenienza.

Per calcolare se il cittadino debba pagare l'intera quota socio assistenziale della retta, o se abbia diritto all'integrazione dal Comune, vengono considerati esclusivamente redditi e beni posseduti dalla persona non autosufficiente.

Dove e quando: sedi a cui potersi rivolgere

Se la persona od i suoi familiari intendono richiedere la verifica del diritto di usufruire dell'integrazione alla quota socio assistenziale di retta, ossia al pagamento a carico del Comune o del Consorzio di una parte della rette, occorre che prendano appuntamento al Servizio Sociale di riferimento.
Durante il colloquio verranno elencati i documenti necessari che devono essere consegnati ed i dati che occorre conoscere.

Richiesta invalidità civile

Le provvidenze economiche erogate ai cittadini riconosciuti invalidi civili sono le seguenti:

assegno mensile

pensione di inabilità

indennità di accompagnamento

indennità mensile di frequenza.

Le provvidenze economiche erogate ai cittadini riconosciuti ciechi civili sono le seguenti:

pensione per ciechi assoluti

indennità di accompagnamento per ciechi assoluti

pensione per ciechi parziali (ventesimisti)

indennità speciale per ciechi parziali (ventesimisti).

Le provvidenze economiche erogate ai cittadini riconosciuti sordomuti sono le seguenti:

pensione per sordomuti

indennità di comunicazione.

Queste provvidenze sono erogate solo se il cittadino possiede i requisiti, sanitari e socioeconomici, previsti dalla legge. Il requisito sanitario, accertato dall'Azienda Sanitaria Locale di residenza, si riferisce alle condizioni di salute della persona che ne fa richiesta e, in particolare, alle condizioni di cecità, di sordomutismo o di invalidità, valutata facendo riferimento alla percentuale che viene trascritta sul verbale della visita medica effettuata per il riconoscimento di invalidità civile. I requisiti socioeconomici vengono accertati dall'INPS e sono differenti per ciascuna tipologia di provvidenza.

Avvertenza

Nel linguaggio corrente è usato il termine “pensione” per tutte le prestazioni economiche erogate dall'INPS alle persone con invalidità, ma solo alcune di queste sono indicate come “pensione” dalle norme vigenti. Sono pensioni solo le prestazioni finalizzate a compensare la mancanza di un reddito personale e sono quindi vincolate a specifici criteri di reddito. Il termine “pensione” è utilizzato solo per le seguenti prestazioni:

la pensione di inabilità erogata agli invalidi civili con percentuale di invalidità del 100%

la pensione per ciechi parziali (ventesimisti)

la pensione per ciechi assoluti

la pensione per sordomuti

L'assegno mensile, pur essendo anch'esso una prestazione che la finalità di compensare la mancanza di un reddito personale, si differenzia dalla pensione di inabilità perché erogata a persone con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74% ma inferiore al 100% e regolarmente iscritta nelle liste speciali del Centro per l'Impiego (ex ufficio di collocamento).
Le indennità di accompagnamento, per ciechi o per invalidi civili, e di comunicazione per sordomuti sono erogati indipendentemente dal reddito personale quale forma di “indennizzo” per le condizioni di particolare gravità in cui si trova la persona disabile.
L'indennità di frequenza, istituita al fine di aiutare i genitori per i maggiori oneri derivanti dalla frequenza scolastica o di centri di riabilitazione, è erogata a minori, definiti dalle commissioni medico-legali “con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell'età”, e che non siano in condizioni di gravità tale da avere diritto a percepire l'indennità di accompagnamento. Tale prestazioni, a differenza delle altre definite “indennità”, è comunque vincolata al reddito personale del minore, non dei genitori.

Invalidi civili

Ai sensi della normativa vigente, si considerano mutilati ed invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo. Sono compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo o, se minori di anni 18 o ultrasessantacinquenni, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.
Ai fini previdenziali, per avere diritto ad una provvidenza economica erogata dall'INPS, è necessario che il cittadino abbia un'invalidità pari o superiore al 74%, se maggiorenne, oppure con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell'età, se minorenne.
Le persone ultrasessantacinqenni riconosciute con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età non hanno diritto a percepire alcuna provvidenza economica.

Ciechi civili

Si considerano ciechi civili coloro che hanno perso la vista a causa di fattori congeniti oppure per cause che non siano di guerra, infortunio sul lavoro o in servizio.

Esistono tre livelli di cecità riconosciuti ai fini previdenziali e/o assistenziali:

cieco assoluto: per cecità assoluta si intende la mancanza della vista oppure la percezione della luci ed ombre e del movimento

cieco parziale (ventesimista): per cecità parziale o ipovisione, si intende un residuo visivo pari o inferiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione cieco parziale (decimista): in questo caso per cecità parziale si intende un residuo visivo tra 1/10 e 1/20 in entrambi gli occhi con eventuale correzione. Ai cittadini appartenenti a questa categoria non è riconosciuta nessuna provvidenza economica, ad eccezione di coloro che già percepivano l'assegno vitalizio prima della sua abolizione nel 1962, ma hanno diritto ai benefici non economici quali l'iscrizione nelle liste speciali di collocamento e all'esenzione dal pagamento del ticket sanitario.

Sordomuti

Si considera sordomuto il minorato sensoriale dell'udito affetto da sordità congenita o acquisita durante l'età evolutiva, che gli abbia impedito il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da cause di guerra, di lavoro o di servizio.

Cittadini pluriminorati

Ai cittadini italiani residenti in Italia pluriminorati, che presentano più di una minorazione fisica, psichica o sensoriale per cause non imputabili a guerra, lavoro o servizio, è riconosciuta la possibilità di cumulare le provvidenze economiche.
In particolare, è necessario distinguere le provvidenze economiche riconosciute a coloro che sono privi di reddito oppure hanno un reddito inferiore ad un certo livello (pensioni), dalle provvidenze concesse a titolo della minorazione per le quali non sussistono limiti di reddito (indennità).
Nel primo caso il diritto al cumulo sussiste purché non vengano superati i limiti di reddito previsti da ciascuna provvidenza, nel secondo caso possono essere sommate le diverse indennità previste per cecità, invalidità e sordomutismo.

La Pensione di inabilità

La pensione agli invalidi civili totali è stata istituita con la legge 30 marzo 1971, n. 118 "Conversione in legge del D.L. 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili."Requisiti necessari

essere cittadini italiani o cittadini comunitari residenti da più di tre mesi in Italia, o essere iscritti sulla carta di soggiorno del genitore

avere un età compresa tra i 18 e i 65 anni. Dopo i 65 anni si ha diritto alla pensione sociale a carico dell'INPS

essere stato riconosciuto "invalido civile con percentuale del 100%"

essere privo di redditi o con un reddito non superiore a euro 15.154,24

PROCEDURE E NORME COMUNI PER OTTENERE LE PROVVIDENZE ECONOMICHE

Gli accertamenti sanitari

Le provvidenze economiche sono erogate solo a coloro che sono stati riconosciuti "invalidi civili", "ciechi civili" o "sordomuti" dalla Commissione medica competente dell'A.S.L di residenza della persona interessata. Le commissioni mediche, a seguito di specifica domanda dell'interessato, verificano le condizioni e la presenza di una o più patologie tali da determinare una condizione di permanente di cecità, di sordomutismo oppure di invalidità.A partire dal 1994, l'accertamento sanitario per il riconoscimento dell'invalidità civile e della condizione di "persona handicappata ai sensi della legge 104/92 "viene richiesto all'A.S.L. di residenza su apposito modulo, con il quale viene anche fatta richiesta per l'eventuale provvidenza economica.Se l'accertamento sanitario determina il riconoscimento di una condizione di cecità, sordomutismo oppure di invalidità civile correlata ad una riduzione della capacità lavorativa tale da comportare l'eventuale erogazione di una provvidenza economica, la Commissione medica provvede ad inviare d'ufficio alla sede INPS di competenza l'esito della visita. Oltre al riconoscimento di invalidità, di cecità o sordomutismo, per ciascuna delle provvidenze indicate sopra, è necessario possedere altri requisiti non sanitari, ad esempio essere iscritti nelle liste speciali del collocamento oppure avere un reddito inferiore ad una certa cifra.

La concessione e l'erogazione

La concessione e l'erogazione delle provvidenze economiche a favore dei cittadini riconosciuti invalidi civili ciechi civili o sordomuti sono competenza dell'INPS.
Gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogati dall'INPS a favore degli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti sono corrisposti in rate mensili anticipate scadenti il primo giorno o il giorno successivo se festivo, e con un unico pagamento, qualora il beneficiario sia anche titolare di altri trattamenti economici erogati a titolo diverso (ad esempio pensione da lavoro, reversibilità, ecc.).
Se con la visita viene accertata una condizione di invalidità tale da determinare il diritto ad una provvidenza economica, la Commissione medica comunica alla sede INPS di competenza territoriale l'esito della visita.
L'INPS, ricevuta la comunicazione dalla A.S.L., provvederà ad inviare per posta all'interessato la richiesta di altra documentazione che serve per accertare altri requisiti socioeconomici ed eventuali incompatibilità.
La procedura prevede l'invio all'interessato di moduli da compilare e sottoscrivere nei quali è richiesto di dichiarare specifiche condizioni personali necessarie per effettuare la valutazione da parte dell'INPS.
I moduli devono essere successivamente rispediti all'INPS di competenza territoriale entro 60 giorni dal ricevimento. Ricevute le informazioni richieste l'INPS provvede alla verifica dei requisiti e comunica all'interessato la concessione oppure la non concessione della o delle provvidenze economiche mediante lettera e, nel caso di concessione, gli importi relativi a quanto dovuto.
Gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento a favore degli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti sono erogati dall'INPS e sono corrisposti in rate mensili anticipate, il primo giorno o il giorno successivo se festivo. Qualora il beneficiario sia anche titolare di altri trattamenti economici erogati a titolo diverso (ad esempio pensione da lavoro, reversibilità, ecc.) le provvidenze sono corrisposte con un unico pagamento.

Firma dell'interessato impossibilitato a firmare o giuridicamente incapace

La documentazione richiesta dall'INPS, così come qualsiasi altro documento, deve essere firmata dall'interessato.
Nel caso la persona sia momentaneamente impossibilitata a firmare per motivi di salute la documentazione può essere sottoscritta dal coniuge o da un parente entro il terzo grado.
Se il cittadino si trova nell'impossibilità permanente di firmare i moduli richiesti perché analfabeta o impossibilitato a firmare per motivi fisici (es. non muove le braccia), deve presentare personalmente la documentazione oppure recarsi all'anagrafe. In tal caso deve esibire un documento di identità in corso di validità affinché l'impiegato, dell'INPS o dell'anagrafe, possa accertare l'identità dell'interessato ed indicare, in calce alla domanda, la motivazione dell'impossibilità a sottoscrivere. Non è più possibile far sottoscrivere la dichiarazione da due testimoni perché tale procedura è stata abrogata.
Se la persona è minorenne o interdetta, la dichiarazione deve essere firmata, per conto dell'interessato, dal suo rappresentante legale, del quale occorre specificare la qualifica (legale rappresentate o tutore). Nel caso di minorenni, normalmente, i genitori sono rappresentanti legali del figlio.
Se il cittadino è stato dichiarato inabilitato i moduli devono essere firmati dall'interessato con l'assistenza del curatore.
Nel caso in cui il disabile sia stato dichiarato interdetto, inabilitato o sia minorenne deve essere allegata alla documentazione anche una dichiarazione del tutore, del curatore o del rappresentante legale dalla quale siano evidenziati i dati anagrafici ed il rapporto giuridico con l'interessato (tutore, curatore o genitore) e gli estremi del provvedimento giudiziario o dell'atto notarile di nomina del tutore o del curatore. La nomina di un nuovo tutore o curatore in un momento successivo alla concessione della provvidenza deve essere segnalata alla sede INPS competente.

Decorrenza

Le provvidenze economiche decorrono dal mese successivo alla data di presentazione della domanda di accertamento sanitario alla A.S.L. o a partire dalla data eventualmente indicata dalle competenti commissioni sanitarie. In ogni caso, al momento del primo versamento, si ricevono tutti gli arretrati maturati. Nel caso di assegno mensile, trattandosi di una provvidenza per la quale è necessaria l'iscrizione nelle liste speciali del Centro per l'Impiego, la decorrenza parte dal mese successivo alla presentazione della domanda se l'interessato provvede ad iscriversi nelle liste entro un mese dal ricevimento del verbale di invalidità. In caso contrario decorre dal mese successivo all'iscrizione.
Gli assegni, le pensioni e le indennità erogate dall'INPS a favore degli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti sono corrisposti in rate mensili anticipate, il primo giorno o il giorno successivo non festivo del mese.

Il ricorso

Nel caso in cui l'INPS, accertata la mancanza di uno o più requisiti di natura socioeconomica, comunichi all'interessato la mancata concessione della o delle provvidenze è possibile presentare, entro 90 giorni dal ricevimento della comunicazione, ricorso amministrativo al Comitato provinciale dell'INPS competente per territorio. In caso di esito negativo è possibile proporre ricorso giurisdizionale davanti al giudice ordinario (Tribunale – Sezione Lavoro).

I REQUISITI PER OTTENERE LE PROVVIDENZE ECONOMICHE

Tutte le provvidenze economiche riconosciute alle persone invalide civili, cieche civili e sordomute sono erogate se questi soggetti possiedono i requisiti previsti dalle leggi che, ad eccezione della residenza in Italia, sono differenti per ciascuna provvidenza.

 

Le condizioni di salute

Le condizioni di salute sono valutate sulla base del certificato di invalidità, cecità o sordomutismo, rilasciato dalla Commissione medica, dal quale risulta una condizione di invalidità, correlata all'età della persona invalida, che determina il requisito sanitario per ottenere le provvidenze economiche.
La condizione e la percentuale di invalidità sono valutate in base ad una tabella approvata con Decreto del Ministero della Sanità.

Variazione delle condizioni di salute. Le condizioni di salute possono modificarsi nel corso degli anni: in questi casi è necessario richiedere un nuovo accertamento di invalidità all'A.S.L. di residenza. La procedura è la stessa con la sola differenza che qualora si sia verificato un peggioramento delle condizioni di salute, deve essere specificato, sul modulo di domanda, che si tratta di aggravamento. L'aggravamento della condizione di salute può determinare anche una modifica della provvidenza economica erogata.

Morte dell'interessato. Nel caso di morte dell'interessato è necessario che gli eredi provvedano a comunicare al più presto all'INPS il decesso del titolare della provvidenza. Gli eredi hanno diritto a ricevere i ratei maturati, ma non ancora riscossi. Se il titolare non aveva ancora iniziato a percepire la provvidenza è sufficiente che gli eredi presentino una dichiarazione dalla quale risulti il decesso dell'interessato. Se il titolare aveva già iniziato a percepire la provvidenza è necessario che gli eredi presentino una dichiarazione dalla quale risulti il decesso dell'interessato ed il libretto della pensione o di altra provvidenza e non vadano a ritirare quanto eventualmente versato sul conto corrente o a disposizione presso l'ufficio postale successivamente al decesso del titolare del libretto.

L'età

La pensione e l'assegno mensile erogati agli invalidi civili, la pensione per i sordomuti e per i ciechi assoluti sono riconosciuti a coloro che hanno un'età compresa tra i 18 e i 65 anni.
L'indennità di frequenza è corrisposta solo ai minorenni.
Le indennità e la pensione per i ciechi parziali non sono sottoposte ad alcun limite di età.
Il minorenne riconosciuto invalido civile o sordomuto che percepisce l'indennità di frequenza o di comunicazione o l'indennità di accompagnamento poco prima di compiere 18 anni (un mese prima) deve presentare una domanda di riconoscimento di invalidità civile per sottoporsi a visita medica dopo la quale riceverà un verbale con l'indicazione della percentuale di invalidità ed eventuali provvidenze economiche.
Al compimento dei 65 anni, la persona già dichiarata invalida civile o sordomuta che percepisce una provvidenza economica vedrà automaticamente convertire la propria pensione o il proprio assegno in pensione sociale. In tal caso non viene meno il diritto all'indennità di accompagnamento o di comunicazione se già riconosciuto. Se le condizioni di salute lo rendono necessario, l'ultrasessantacinquenne, già riconosciuto dalla Commissione medica dell'A.S.L. di residenza, parzialmente invalido, può sempre presentare una domanda di aggravamento dalla quale può determinarsi il diritto all'indennità di accompagnamento.

 

Il reddito

Per le pensioni, l'assegno mensile e l'indennità di frequenza è previsto un limite di reddito al di sopra del quale non si ha diritto alla provvidenza, che varia a seconda della provvidenza cui si ha diritto.
Tale limite non è previsto per l'erogazione dell'indennità di accompagnamento e le analoghe indennità dovute per cecità e sordomutismo. Il reddito cui si deve fare riferimento è quello della sola persona interessata relativo all'anno precedente confrontato con il limite dell'anno in corso. Sul modulo inviato dall'INPS è comunque richiesto di indicare anche i redditi dell'eventuale coniuge al fine di verificare le condizioni per ottenere eventuali maggiorazioni.

 

Variazione del reddito

Coloro che non ottengono la provvidenza economica perché non possiedono il requisito riferito al reddito, possono, anche in un momento successivo, maturare le condizioni reddituali per avere diritto alla provvidenza economica.
Qualsiasi modificazione del reddito deve essere comunicata alla sede INPS che ha il compito di compiere gli accertamenti del caso e, se necessario, chiederà all'interessato di sottoporsi a nuova visita medica. Nel caso di riduzione del reddito per perdita di lavoro o altri motivi, se il livello del reddito è compatibile, l'INPS provvede all'erogazione della provvidenza.

 

La cittadinanza

Rispetto al requisito della cittadinanza italiana le norme relative ai cittadini stranieri provenienti da paesi extracomunitari o da paesi dell'Unione europea hanno determinato un progressivo allargamento del diritto a percepire le provvidenze economiche a favore di cittadini stranieri purché essi siano residenti sul territorio nazionale e con invalidità accertata dall'Azienda Sanitaria Locale di residenza.
Ai cittadini provenienti da paesi dell'Unione europea residenti sul territorio nazionale, cui sia stato riconosciuto il diritto a percepire provvidenze economiche dall'Azienda Sanitaria Locale e dall'INPS competenti per territorio di residenza, vengono erogate le provvidenze economiche con le stesse modalità previste per i cittadini italiani.
Ai cittadini stranieri provenienti da paesi extracomunitari residenti sul territorio nazionale, nonché i minori iscritti nella loro carta di soggiorno, sono riconosciuti gli stessi diritti dei cittadini provenienti dai paesi dell'Unione europea solo se titolari della carta di soggiorno. La carta di soggiorno è rilasciata solo se sussistono specifici requisiti previsti dalla normativa di settore e se il cittadino straniero soggiorna regolarmente sul territorio italiano da almeno 6 anni.

MODALITÀ DI PAGAMENTO DELLE PROVVIDENZE ECONOMICHE

Il cittadino può scegliere la modalità di pagamento che preferisce per ricevere la provvidenza economica.
In particolare, è prevista la possibilità di scegliere tra la riscossione dell'importo dovuto presso un ufficio postale oppure il versamento dello stesso importo su un conto corrente bancario. La scelta della modalità di pagamento deve essere effettuata sui moduli inviati dall'INPS successivamente al ricevimento del verbale della visita medico-legale (certificato di invalidità). Qualora il beneficiario sia titolare di più provvidenze economiche o pensioni erogate a titolo diverso dall'INPS, il pagamento delle stesse è effettuato in un'unica soluzione.

Ufficio postale ed eventuale delega

Se l'interessato sceglie la riscossione tramite l'ufficio postale, può recarsi personalmente a riscuotere oppure delegare una persona di sua fiducia a provvedere al suo posto.
Nel caso in cui si preferisca delegare qualcuno alla riscossione, è necessario compilare un modulo di delega.
La firma sul modulo di delega deve essere autenticata, ovvero sottoscritta in presenza del funzionario competente a ricevere la documentazione, o da un notaio, cancelliere, segretario comunale, o altro funzionario incaricato dal sindaco (impiegato dell'anagrafe). L'autenticazione consiste nell'attestazione, da parte del pubblico ufficiale, che la sottoscrizione stessa è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell'identità della persona che sottoscrive.
L'ufficio postale può consegnare il denaro solo alla persona il cui nome risulta sul mandato di pagamento o, in caso di delega, alla persona delegata che si presenti con il libretto dell'invalido ed un proprio documento.
L'eventuale revoca della delega, cambiamento del delegato oppure variazione dell'ufficio postale di riferimento devono essere comunicati tempestivamente alla sede INPS competente.

Accredito su conto corrente bancario o postale

Un'alternativa alla riscossione in posta è il versamento sul conto corrente bancario, per il quale è necessario compilare l'apposito modulo inviato dall'INPS, in carta semplice, senza necessità di autenticare la firma.
Il modulo deve essere compilato dall'interessato o dal suo tutore, nella parte anagrafica e dalla banca nella parte in cui vengono richieste le informazioni sull'Azienda di Credito.
Le comunicazioni inerenti il cambiamento di conto corrente o di Istituto di Credito devono essere tempestivamente inviate alla sede INPS competente.
Il conto corrente deve essere intestato all'interessato e può essere cointestato.

Valutazione Handicap (U.V.H.),

La valutazione

L'Unità di Valutazione Handicap (U.V.H.), composta da operatori sanitari e sociali, ha come finalità la valutazione integrata (sanitaria e assistenziale), dei progetti individuali relativi a persone disabili che comportano l'attivazione di interventi sociosanitari col coinvolgimento sia del Comune sia dell'Azienda Sanitaria Locale.
Inoltre sono state istituite altrettante Unità Valutative Minori (U.V.M.), con il compito di esprimere pareri su progetti individualizzati relativi a minorenni con disabilità o con problematiche relazionali.
Il percorso di valutazione prevede un insieme di passaggi finalizzati alla definizione del progetto individualizzato nel quale il referente educativo ed il referente sanitario, in accordo con l'interessato od un suo familiare, propongono l'intervento o gli interventi da attivare.
Per la valutazione sociosanitaria non è previsto un accesso diretto alla commissione U.V.H., la domanda, dovrà essere perciò presentata per iscritto dall'interessato al servizio sociale di residenza, che darà l'avvio al percorso di valutazione dei bisogni socio sanitari e all'eventuale attivazione di servizi e sostegni.
La valutazione della commissione U.V.H. non comporta necessariamente una visita medica per la persona disabile, spesso si limita al vaglio della documentazione socio-sanitaria e a un colloquio per acquisire ulteriori elementi utili per esprimere un parere.

Dopo la valutazione

Il percorso valutativo dell'U.V.H. si conclude con la definizione del Progetto Individualizzato e, conseguentemente, nell'individuazione delle risorse necessarie per rispondere ai bisogni concreti della persona e della sua famiglia.
Progetto e risorse sono oggetto di verifica costante affinché sia possibile cogliere i cambiamenti dei bisogni della persona disabile e della sua famiglia.

Eventuali costi o contributi a carico del cittadino

La contribuzione al costo degli interventi sociosanitari che è a carico del cittadino dipende: dalla "intensità assistenziale" (il livello di esigenze di assistenza) definito dalle U.V.H., e dalla condizione economica e patrimoniale della persona disabile.
Questa contribuzione viene calcolata e presentata al cittadino nel momento in cui si definisce il Piano di assistenza (PAI).

Cosa è bene avere con sé presentandosi al servizio

Documentazione sulle condizioni sanitarie della persona disabile

Se il cittadino ha richiesto una rivalutazione, ossia un aggiornamento di una precedente valutazione, è utile portarne gli esiti.

Servizi per disabili

Servizi diurni

I servizi diurni accolgono persone disabili con l'obiettivo di favorire il mantenimento, il potenziamento o l'acquisizione di abilità sociali, espressive, cognitive, mediante la realizzazione di attività, sia individuali sia di gruppo e attraverso l'inserimento in un contesto di tipo occupazionale.

I servizi diurni si differenziano nelle seguenti tipologie:

Centri Socio Terapeutici (C.S.T.): accolgono persone disabili con più di sedici anni che abbiano bisogno di essere affiancati ed aiutati durante il giorno in modo continuativo. L'obiettivo è quello del miglior recupero possibile e/o del mantenimento di tutte le capacità ed autonomie. Sono previsti il servizio mensa e trasporto (utilizzando idonei mezzi per l'accompagnamento dall'abitazione al centro e viceversa).

Centri Attività Diurne (C.A.D.):sono rivolti a persone disabili che hanno discrete capacità manuali, relazionali ed autonomie. È previsto il servizio mensa e non il trasporto, per cui la persona disabile deve essere in grado di recarsi autonomamente presso la sede del centro.

Servizi residenziali

Quando la persona disabile non possa continuare a vivere nel proprio nucleo o presso la propria abitazione, si rende necessario l'inserimento in un servizio residenziale. Anche nel caso in cui sia la famiglia ad aver bisogno di un periodo di sollievo dai compiti di cura continuativa è prevista la possibilità di un'accoglienza temporanea della persona con disabilità in una struttura residenziale.

Le persone che presentano bisogni di cura e di aiuto costante, anche con necessità sanitarie non particolarmente elevate, possono trovare adeguata collocazione in Comunità Alloggio (C.A.).Tali servizi favoriscono il mantenimento e il potenziamento delle capacità e dei livelli di autonomia raggiunti ed hanno una capacità massima di accoglienza di 10 persone, che può arrivare a 12 nel caso in cui vi siano 2 posti di pronto intervento. E' prevista la presenza durante le 24 ore di educatori e di personale assistenziale; in alcune Comunità sono presenti anche infermieri e medici per alcune ore del giorno.

Le persone che hanno elevati bisogni di cura e di aiuto, anche con necessità sanitarie, possono essere inserite in Residenze Assistenziali Flessibili (R.A.F.). Tali servizi residenziali consentono il mantenimento o il recupero delle capacità e dei livelli di autonomia raggiunti ed hanno una capacità massima di accoglienza di 20 persone, che può arrivare a 24 nel caso in cui vi siano 4 posti autorizzati di pronto intervento.È prevista la presenza durante le 24 ore di educatori e di personale assistenziale, oltre che di infermieri e medici per alcune ore al giorno. Vedi anche scheda strutture anziani

Qualora le necessità di assistenza medico/infermieristica sia di livello medio/alto può infine essere previsto l'inserimento in nuclei dedicati ai disabili all'interno di Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.). Vedi anche scheda strutture anziani

servizi residenziali per anziani

RESIDENZA ASSISTENZIALE (R.A.)

Presidio residenziale destinata ad adulti e anziani in condizioni psico-fisiche di totale o parziale autosufficienza, in grado pertanto di compiere le elementari attività di vita quotidiana in maniera autonoma o con aiuto.
Eroga prestazioni di tipo alberghiero (cucina e servizio pasti, lavanderia, stireria, pulizie della camera) e servizi specifici di carattere assistenziale (assistenza diretta alla persona, controllo e sorveglianza). L'assistenza sanitaria viene garantita tramite il distretto socio-sanitario di base.
Figure professionali:
Assistente domiciliare e dei servizi tutelari.

RESIDENZA ASSISTENZIALE FLESSIBILE (R.A.F.)

Presidio residenziale, destinato a soggetti non autosufficienti, che offrono prestazioni sanitarie, assistenziali ed alberghiere ed un sufficiente livello di assistenza sanitaria.
Figure professionali:

il Medico di Medicina Generale che assicura l'assistenza medica

l'infermiere professionale

l'assistente domiciliare e dei servizi tutelari per l'assistenza alla persona

può essere presente il fisioterapista, il terapista occupazionale e l'animatore

altre figure professionali sanitarie (fisiatra, geriatra, psicologo, ecc.) possono essere messe a disposizione dalla A.S.L.

RESIDENZA SANITARIA ASSISTENZIALE (R.S.A.)

Presidio residenziale a prevalente valenza sanitaria, destinato ad ospitare definitivamente o temporaneamente (ricoveri di sollievo) soggetti che per la loro gravità e dipendenza non possono essere gestiti in altre strutture richiedendo quindi un livello medio di assistenza sanitaria ed un livello alto di assistenza tutelare.
Figure professionali:

il Responsabile sanitario della struttura con compiti di coordinamento di tutte le attività sanitarie che vi si svolgono;

il Medico di Medicina Generale che assicura l'assistenza medica

l'infermiere professionale

l'assistente domiciliare e dei servizi tutelari per l'assistenza alla persona

può essere presente il fisioterapista, il terapista occupazionale e l'animatore

altre figure professionali sanitarie (fisiatra, geriatra, psicologo ecc.) possono essere messe a disposizione dalla A.S.L.

NUCLEO RESIDENZIALE ALZHEIMER

E' un reparto collocato all'interno di una R.S.A. o di una R.A.F. destinato all'assistenza di soggetti con diagnosi di demenza o morbo di Alzheimer, provenienti dal domicilio o da altra struttura residenziale, che presentano disturbi comportamentali, cognitivi e altre problematiche sanitarie che richiedono particolari trattamenti riabilitativi e terapeutici, non solo farmacologici.
Obiettivi principali integrati e coordinati tramite il Piano di Assistenza Individualizzato (P.A.I.) sono: l'attivazione/riabilitazione dell'area cognitiva, del comportamento e delle abilità funzionali; l'attenuazione/regressione dei disturbi del comportamento; l'assistenza alla persona; il controllo e la sorveglianza dell'ospite.
Figure professionali:
quelle previste per la R.S.A., con formazione specifica sul tema della demenza.

Valutazione geriatrica (U.V.G.)

 

La valutazione

La domanda per la valutazione in U.V.G. (Unità di Valutazione Geriatrica) dà l'avvio al percorso di valutazione dei bisogni socio sanitari e all'eventuale predisposizione di progetti di servizi e sostegni, sia di tipo domiciliare, residenziale e semiresidenziale.
Le Unità Valutative, presenti nelle Aziende Sanitarie, sono organizzazioni funzionali nelle quali sono coinvolte più figure professionali con il compito di:

definire i bisogni e necessità di cura nel loro complesso

individuare e concordare interventi assistenziali più adeguati per supportare i problemi di non autosufficienza e disagio determinati da limitazioni di malattie, o di loro esiti

orientare le cure in modo appropriato per rinforzare le capacità di partecipazione sociale del cittadino.

Gli interventi vengono definiti sulla base di un inquadramento complessivo del bisogno mediante l'utilizzo da parte dei servizi sociali e dei servizi sanitari di strumenti multidimensionali (cioè che tengono conto di più dimensioni/aspetti) che comprendono:

valutazione della capacità nella gestione delle attività quotidiane, dello stato di salute e delle autosufficienze o meno del soggetto.

condizioni abitative

necessità assistenziali

capacità di sostegno da parte della rete familiare

condizione economica (redditi e patrimoni), per definire la contribuzione al costo degli interventi sociosanitari.

Le Unità Valutative Geriatriche (U.V.G.) hanno il ruolo di valutare i bisogni, e di fornire indicazioni delle progettualità e degli interventi da attivarsi.
L'istruttoria sanitaria è, di norma, effettuata ambulatorialmente, salvo esigenze particolari.

Dopo la valutazione

Le UVG, anche in considerazione dei desideri e della volontà espressa dall'interessato e dai familiari, possono indicare l'esigenza di progetti di assistenza domiciliare, semiresidenziale (servizi diurni) o residenziale.
Lo sviluppo dei progetti domiciliari è progettato, dopo l'UVG ed in coerenza con le sue indicazioni, dai servizi socio sanitari in accordo con l'interessato e i suoi familiari, predisponendo un Piano Assistenziale Individuale (P.A.I.), che prevede specifici interventi, figure professionali coinvolte, frequenza e durata, tempi di rivalutazione e verifica con possibilità di aggiornamento dei progetti di cura.
La flessibilità delle risposte è resa possibile dal lavoro congiunto tra servizi sanitari e sociali e dall'azione concertata con enti gestori dei servizi, il terzo settore e le associazioni di volontariato.
Sono previsti interventi finalizzati:

al sostegno della persona nella propria casa, con interventi domiciliari e/o di accoglienza in servizi semiresidenziali (servizi diurni).

all'inserimento in presidi residenziali, in caso non sia in alcun modo possibile provvedere con interventi domiciliari.

Se la valutazione geriatrica è di autosufficienza, può essere comunque attivato un progetto di sostegno domiciliare; in questo caso non vi è competenza dei servizi sanitari, ma esclusivamente di quelli sociali, che valuteranno le esigenze della persona.
In relazione alle condizioni economiche, il progetto può essere completamente gratuito, o a parziale carico del cittadino.
Persone che abbiano in passato già ricevuto una Valutazione sociosanitaria possono richiedere un suo aggiornamento, ossia una "Rivalutazione", per tener conto di mutate condizioni della non autosufficienza (ad esempio aggravamenti) o della condizione socioeconomica.

Dove e quando:

Di norma l'istruttoria sanitaria avviene presso l'ambulatorio dell'U.V.G. in cui la persona interessata risiede e l'istruttoria sociale avviene con visita al domicilio dell'interessato.
In seguito alla valutazione U.V.G., il cittadino riceve per via postale l'esito. Successivamente il cittadino sarà contattato dai servizi sociosanitari nel momento in cui sarà individuato il progetto che è possibile attivare (domiciliarità, semiresidenzialità o residenzialità):

Al momento dell'attivazione del progetto individuale di assistenza residenziale la persona e/o la sua famiglia vengono informati in merito alla rete delle strutture, dei servizi esistenti (a gestione diretta o accreditati con il Servizio Sanitario Regionale) adeguati alle sue specifiche esigenze.

Al momento dell'attivazione del progetto individuale di assistenza domiciliare, la persona o la sua famiglia, vengono convocati per la predisposizione di un Piano Assistenziale Individuale (P.A.I.).

Le risorse si attivano a seconda delle priorità e delle modalità previste dai servizi competenti, previa autorizzazione finanziaria. Nel caso dell'ingresso in struttura l'attivazione è anche correlata alla disponibilità di posti letto.
Nel caso di situazioni altamente problematiche, anche da un punto di vista sociale, possono essere valutati interventi d'urgenza.
Eventuali costi o contributi a carico del cittadino

La contribuzione al costo degli interventi sociosanitari (domiciliari o residenziali) che è a carico del cittadino dipende: dalla "intensità assistenziale" (il livello di esigenze di assistenza) definito dalle UVG, e dalla condizione economica e patrimoniale della persona anziana non autosufficiente.
Questa contribuzione viene calcolata e presentata al cittadino nel momento in cui si definisce il Piano di assistenza (PAI).

Cosa è bene avere con sé presentandosi al servizio:

Documentazione sulle condizioni sanitarie dell'anziano

Se il cittadino ha richiesto una rivalutazione, ossia un aggiornamento di una precedente valutazione, è utile portarne gli esiti.